I
Dolce come il suono dell’acqua infranta sugli scogli, il profumo della primavera sui campi variopinti di colori sfavillanti e delicati, come le tenui sfumature dei raggi solari all’imbrunire, dolce come il più desiderato dei baci. E la notte che bacia i tuoi capelli, gli smeraldi riflessi negli occhi, un senso di disperazione e di abbandono, è cosi dolce abbandonarsi tra le tue paure.
II
E’ vivere ogni giorno erosi da un senso d’insoddisfazione permanentemente frapposto tra i sogni e la tristezza della consapevolezza di una noiosa realtà, è come arrendersi ogni mattina al moto caotico delle cose senza cercarne l’ordine o provare ad influenzarle, è come camminare in mezzo a tanti sconosciuti e vergognarsi per cose che non si sono mai fatte, è come ignorare completamente il concetto di sicurezza di sé, è vivere senza uno scopo e rifiutarsi di costruirlo, è abbandonarsi all’inezia delle cose rimandando a poi a crescere, è disinteresse, autodistruzione, apatia, illusioni e bagliori di verità è abbandono e paura, noia pigrizia è assenza di volontà, è assenza di futuro, è fastidio ogni giorno, è la mia condizione naturale e di sempre, è paranoia
III
Le sensazioni si tinsero in un momento di scuri riflessi d’ombra, la pelle cominciò a sentire il pungere del freddo, e cominciai a sentirmi finalmente al sicuro, coperto dalle perfide unghie della notte con un leggerissimo manto ghiacciato, i sensi divennero tutti vivi in un attimo, mentre gli occhi tornavano a vedere, le lacrime iniziarono a solcare i sentieri di disperazione sul viso ormai sopito in una tranquilla e bellissima insensibilità. Freddi, incredibilmente freddi erano gli sguardi che si perdevano nel buio alla ricerca di altre dannate ombre a risvegliare la rabbia nel tenue lamento di dolore che ancora tenevo stretto a me. Gridando e liberandomi da ogni residuo di calore e sentimenti, senza motivazione, senza ideali, il riposo avvolto dai ghiacci, dolcemente abbandonato alle idee che mi avevano accompagnato fin li.
IV
Il perpetuo ripetersi delle azioni e delle sensazioni, così indispensabili e così inutili quando si prova a cambiare una normalità priva di senso e di utilità. Rimanere ancorati ai soliti suoni, alle solite percezioni e abitudini solo per continuare a sognare una vita che così facendo non si otterrà mai, e non abbandonare ciò che di più inutile si continua a coltivare per paura di affrontare gli ostacoli che ti separavano dai sogni, forse per mancanza di forza, di volontà o di occasioni. Ma puoi ci si rende conto che ogni momento è il punto da cui partire che la forza per farlo è sempre stata nel cuore e che la volontà ero oscurata da ragioni più profondamente radicate di qualsiasi cosa, in problemi diversi e difficili, che finiscono per rendere buia qualsiasi possibilità di realizzazione della fantasia e spingere ogni facoltà a concentrarsi su come uscire da una vita che è sempre stata palcoscenico di sogni e mai spettacolo da vivere.
V
Un brivido, nel mezzo di un contrasto familiare e tanto sconosciuto. Fu un attimo, quasi un momento. E svanì come apparve, come un fiocco di neve che bacia il candido manto invernale, allo stesso modo le lacrime si infransero nei riflessi luccicanti d’acqua che aveva coperto l’immensità. Svanì.
VI
Ammantato nell’indecisione e perso nei pensieri più bui, le prime ore di un nuovo intero giro attorno allo splendore divino sono corrotte da sentimenti contrastanti e inspiegabilmente controllati dalla mancanza di affermazione della personalità su opinioni esterne e a cui inconsapevolmente si tende un legame di maggior valore rispetto a ciò che da dentro rispecchia la volontà ma che ha mancanza di irruenza, contro gli altri ma prima contro se stessa, e trovarsi a conciliare questo conflitto rappresenta impresa difficile e controversa, l’annullamento del vivere o la consapevolezza di dover affrontare e piegare al proprio volere la paranoia.
VII
Il buio, nelle sue molteplici sembianze, affiora dai suoi capelli, scuri come la notte, e tra le forme dell’ombra è con tristezza disarmante che appaiono strane luci che disturbano la conturbante bellezza di linee appena visibili in un mondo pieno di incomprensibili sfumature rese incredibilmente piene di significato dalla fantasia.il contrasto più bello, quello idilliaco, sognato, prende vita allo schiudersi dei suoi occhi, verdi, appannati come da una sottile coltre di fumo, opachi e misteriosi.
VIII
Labirinti di sogni, piccoli gli ingarbugliati e stupidi cunicoli imbrattati di sogni mai realizzati, sui quali scivolare è l’unico modo per uscire da una gabbia ormai piena di speranze.
IX
Solcavano le lacrime il tuo viso rendendo luminosi tuoi occhi mentre sottile velo della disperazione ammantava il tuo cuore e i ricordi di momenti indimenticabili ti facevano singhiozzare e ti impediva di respirare l’idea di non essere più accanto a quell’angelico essere con cui avevi condiviso le gioie che mai avresti pensato di poter vivere. Lungo interminabile il lamento di dolore nel vedere la felicità uscire dalla tua vita, intramontabile il suo viso dalla tua mente, era come quando il sole irradiava il tuo corpo e ti rilassava quando chiudevi gli occhi quella sensazione di calore e di luce che ti faceva sentire al sicuro, e ora quando chiudi gli occhi e riesci solo a vedere il nero infinito della solitudine tutti intorno a te e a sentire il gelido graffio del freddo, che pungente stringe nella sua morsa affettuosa e deprimente le tue emozioni corrotte e spezzate. È un triste addio quello che sta reverendo, è un triste ultimo saluto ad un amore spezzato, ad un essere che si è ucciso lasciandoti lacrime.
X
Ma nei meandri oscuri della solitudine l’unico conforto cui riuscivo ad appigliarmi era ricordo di quei boccoli auri che s’inchinavano alla solare bellezza dei tuoi occhi blu.
XI
Di interminabili momenti da ricordare e atteggiamenti bugiardi su cui piangere sognavo mentre ancora ero solo un qualunque oggetto da usare è un pessimo ragazzo con una da farsi piacere. nel momento in cui ciò che realmente sono e ciò che realmente immaginavo fossi si sono scontrati il mondo che prima girava attorno alle mie false fantasie e alle tue patetiche aspettative si è fermato e ha cominciato a crollarmi addosso insieme accumuli di rabbia e interrogativi che presto, inevitabilmente, grazie alla ragione di un non senso come l’amore e la consapevolezza che la natura delle tue sensazioni era così stupidamente infantile, normale e scontata, si sono risolti in risposte tanto ovvie quanto offuscate dall’amore e dal desiderio. è stato così incomprensibile, e ora ancora incomprensibile perché ogni tanto cerchi ancora la mia attenzione.nessuno ti ha mai detto ancora che voler sentirsi piacente non deve forza passare tra le sofferenza degli altri?

