All’alba di una nuova era di massacri e stermini, il male sui suoi domini e eserciti sterminati di demoni e dannati pronti a strappare la vita alla luce crepuscolare della creazione. Lo sgomento di una sconfitta, sopra ogni altra cosa, uccideva la speranza di una gioia dimenticata e svanita nel nulla insieme al sangue che rendeva le lame ardenti di vendetta. L’ultimo baluardo difensivo contro le ombre che i incessanti inghiottivano sempre più velocemente la terra e tutto ciò che di bello aveva donato al mondo, erano le mura di una delle città più incantevoli che si fossero mai erette, una città intoccata e costruita dai desideri degli dei, candida come la luce della luna al cui splendore si ricopriva l’argento, con i suoi riflessi vibranti e un’atmosfera che ispirava poemi e componimenti artistici senza eguali . La città dei re e dei cavalieri più audaci, dove le arti magiche e della spada raggiunsero l’eccellenza. Le mura, che abbracciavano gli ultimi lamenti di disperazione, le ultime scintille d’odio contro le tenebre e l’avidità, le lacrime di innocenti. Caddero dopo eroiche imprese e disperate resistenze.dopo battaglie epocali e sacrifici immani, il male dilagò anche all’interno della culla della verità e dell’innocenza, frantumata dall’ira e dalla follia, la terra pianse quel giorno, pianse lacrime di sangue, sviscerata dalla gioia, uccisa dalle ombre oscure del male.

