Strani spasmi nei sogni, quando dormi e non puoi vedere quanto la realtà, il mondo
Che ti circonda, sia cosi assurdo, quasi un incubo evaso dai pensieri di un folle, ti
Svegliano e ti trascinano verso la luce cupa di quei posti che cerchi, ti sforzi di ignorare,
immaginando soli e luce che danno vita a paesaggi incantati, piccoli ritratti
di fantasia che ti incatenano ad un’apatia pulsante che sorge ogni volta che
ti rendi conto di dover combattere contro il tempo, contro le ore che con un
gesto insano e malvagio, costringono i tuoi pensieri a coinvolgersi in una vita
appesa alla realtà che non ti appartiene, mentre i tuoi occhi cercano invano
quella luce che colora la passione dei rumori familiari dei tuoi sogni.
Lo stesso tempo che costringe nei sensi di colpa e nella noia, senza
sapere che l’unica cosa che vuoi è sognare, continuare a farlo per sempre,
perché è l’unico modo per non essere infelici.
L’orrore del dolore e gli interrogativi della morte cominciano a perdere peso dinanzi
alla bellezza della libertà, al cospetto della cessazione di ogni respiro.
Ogni volta, ogni solitario, magico istante che non c’è nell’ombra
Della passiva solitudine della simpatia, regala all’insano interlocutore momenti
Di frigido interesse e sospesa gioia, fittizia nelle fattezze della bellezza,
costituita attorno all’ideale che solo muove il mondo e che per quanto desiderabile
e naturale sia il più futile degli annoveramenti della reale beltà del frutto più dolce,
ciò che di là usano per scegliere, che dicono sia cosa pura, che tanto è offuscata.

