Era buio, solo il respiro della notte riusciva a reprimere il senso di disperazione
Che affliggeva i miei pensieri, e i sottili raggi di luna, incantevoli e immortali,
solo per un momento, mi permisero di sorridere.
Sorridere, da quanto tempo non sorridevo più, da quanto tempo ormai guardavo
Il mondo come se fossi un estraneo, come se mai avrei dovuto disturbare
La sua armonica esistenza, e riuscivo in quel momento a sorridere perché ero riuscito
A far smettere l’apatia di divorare le mie sensazioni, ero riuscito in qualche modo,
a porre rimedio all’errore che il mondo ha fatto quando ha creato la mia esistenza.
Sorridevo perché quelli erano gli ultimi scintilli di luna che avrei mai visto, ed erano bellissimi.
Mentre la vita scivolava via lentamente bagnandomi le braccia e le mani di rosso,
la luna vide la gioia delle mie lacrime, sorridevo e per la prima volta dopo tanto tempo,
ero felice, perché i tagli che avevo fatto sui polsi non mi avrebbero permesso
di vedere un domani.
Mentre chiudevo gli occhi, pensai che valse la pena vivere per rendersi conto
che il mondo era straordinario. L’ultimo pensiero che attraversò la mia mente
straziata dalla disperazione fu: Gaia, aspettami, stò tornando da te…

