• II
  • 24_25 anni (05-06)
INSONNIA

Le grida agghiaccianti dei pensieri,
mi perseguitano quando la luce annega nell’oscurità e la realtà muta le sue sembianze.
Il sonno, ingAnnato dalla rabbia e dal pianto,
non riesce ad appesantire i miei occhi,
tenuti aperti dalla disperazione e dall’oppressione del bisogno di averti,
immaginandoti in vesti di perfezione,
ascoltando la tua voce che sussurra parole suggerite dai miei sogni,
alimentando nel mio cuore la speranza e la delusione si non poter mai stringere il tuo corpo,
ma poter rubare il tuo viso e la dolcezza del tuo carattere,
legarli con le illusioni alla mia vita,
permettendo ai desideri di condizionarmi l’esistenza.
Sono i lamenti delle lacrime a non darmi pace,
conoscere di te il modo in cui sorridi con gli altri, sentirsi impotenti,
incapaci di ottenere, per quanto necessari, gli stessi sguardi,
sapere che sei capace di provare le stesse emozioni che mi stanno uccidendo,
ma essere consapevole che mai potresti arrivare a provarle per me.
Odiarti per questo,
e per le lacrime che hai versato per chi non ne sentiva il bisogno,
eppure avidamente bramare la tua presenza
per attenuare la violenza dei graffi delle unghie che mi dilaniano le viscere
quando i miei occhi sono vuoti della luce dei tuoi e della struggente,
ipnotica bellezza della solarità del tuo viso quando ridi.

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Deriva dal cognomen romano Marcellus, tipico della gens Claudia, che era un vezzegiativo del praenomen Marcus (che, probabilmente, è un nome teoforico riferito a Marte).
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