Dall’alba delle cose viventi, sempre perfetto e splendente, mai sazio d’amore incontrastato
E solitario, luminoso immenso nello sconosciuto oceano di elementi invisibili,
rende l’esistenza possibile e piena di meravigliosa ammirazione.
Putrida e persa in valori inutili, corrotta e struggente, compassionevole e paradossale,
la presenza del figlio più complesso per scopi razionalmente inaccettabili cui lo
scintillio di quella stella porge implacabile e maestosa il sospiro della vita,
si perde nella spasmodica ricerca di un senso troppo ben visibile e struggente
nella sua semplicità da essere ignorato. L’illuminazione di una vita dimenticata,
mai intrapresa e solo verità percepita da pochi, sensibili esseri, oscura ogni altra,
permettendo all’intelligenza deviazioni più razionali e piacevoli del dolore e il nonsenso
dell’assurda verità.
La notte, di cui regina è l’ammasso poetico di secoli di sospiri d’amore, dona alla terra
La magnificenza delle ombre, la perdizione delle tenebre e implora al
Giorno di continuare a dare forma alle cose.
Finche tutto non avrà un senso, finché gli uomini non troveranno quello che cercano,
allora diventerà chiaro che è solo una stella, che è solo naturale,
che è solo tutto la stessa cosa, fino ad allora sarò uno dei pochi a emozionarsi
rendendosi conto di essere fatto delle stesse cose che regalano ogni giorno al mondo
uno spettacolo straordinario.

