Una volta provai ad immaginare il mondo senza luce, senza quei riflessi colorati che ti accecano e ti deliziano con le loro bellissime tonalità, senza l’ombra oscura che ti appesantisce il cuore, senza la sua immagine che ti fa vivere, senza l’arcobaleno che con i suoi colori da gioia ai miei occhi, senza specchi che riflettono il mio dolore. Provai ad immaginare una volta un mondo senza i suoi occhi, e non sono riuscito nemmeno a morire in quell’esistenza. Come la luce mi privava di un’ombra, i suoi sguardi mi privavano di una speranza, quella speranza che mi manca da quando mi hanno rapito l’anima. E come se non ci fosse luce non potrei guardarla nella sua perfezione, senza i suoi occhi non potrei sapere cosa sia la perfezione, e quando non avrò più luce per piangere sui suoi occhi, i suoi sguardi mi avranno liberato il cuore. Come libere ali gonfiate dal vento che con la sua fresca brezza da un brivido alla mia pelle quando il suo pensiero mi infrange i sogni più profondi trasformandoli in calde emozioni, i suoi sguardi possono trasportare i miei sentimenti in posti dell’amore ancora inesplorati, per una percezione della sua bellezza ancora più vera e impregnata di quel profumo di purezza che solo il battere delle sue ciglia vanifica in un turbine di calde occhiate che accecano la mia voglia di guardarla. Come il vento in un freddo inverno ricco di immagini sbiadite del calore estivo, pieno di soffici tappeti di un candido giallo tremulo, di passi felpati, di tocchi vellutati, di odori puliti dalla pioggia, mi colpisci e come i fili d’argento che cadano dal grande oceano profondo d’un blu oltremare, l’acqua si accascia sulle mie guance, scivolando e solcando la mia pelle con quella freschezza che ogni giorno ritrovo alzandomi e pensando a te, quando quel timido raggio di luce mi irradia il sorriso che porgo ad un nuovo mattino pieno dei tuoi sguardi. Alla sera tutto quello che ho provato durante le piacevoli ore di luce, sparisce come trascinato da una tempesta inarrestabile, sembra quasi che il vento simile al ciclone dei tuoi sguardi voglia rapire le mie emozioni, e in un turbine di silenzi tutto quello che è entrato nel mio cuore viene spazzato via e subentra quel gelido sentimento. E come quando mi guardi, tutto viene cancellato dall’oscuro potere mistico dei tuoi sguardi, che posano sui miei occhi un sottile velo di disperazione, quella disperazione che forma il vento che viene ad uccidere la mia passione per una foglia che vola sempre lontano, troppo lontano. Tra le sue folte e nere ciglia spira il mio sentimento d’amore cogliendo tristemente i suoi sguardi per un altro angelo che sogna la passione dell’inferno. Cadere in braccio alle sue parole, cercare nelle sue lacrime il sapore della gioia, nella sua noia avere tutto il divertimento di guardarla mentre piange. Non c’è infatti sofferenza in un languido pianto inutile, solo nell’attesa paziente di un dannato abita la dannazione terrena del palpito celeste. E mentre affogo nell’oceano brillante dell’azzurro scuro della sua luce, penso a quello che tali occhi abbiano mai visto, e riempio con la mia immaginazione il vuoto che aleggia ottenebrandomi i sospiri, sopra il mio cuore. Sempre sveglio galleggiando i pensieri su un giaciglio di speranza soffro all’idea che quel mare si sia anche una sola volta svuotato per un’anima oscura, perché solo chi piange per il suo sorriso è degno di lasciarsi cullare dalle dolci onde dei due suoi laghi. Potrei essere qualunque cosa in quelle acque cosi pure e lucenti, ma sono solo il nulla al di fuori dei suoi sguardi, e mentre il calore della sua tempesta mi adagia fuori dal mondo, mi sono già perso nella profonda infinità dei suoi occhi. L’innamorarsi della sua figura è stato un fortuito e santo incontro, e per colpa del fato ora il mio cuore palpita d’odio per quest’emozione ogni volta che la sua luce riflette nella mia ombra la sua bellezza. Cosi avvenne l’innamoramento, e per coloro i quali non abbiano a capire cosa succeda in questi casi perché non hanno mai provato l’immane ingrata emozione, canterò di quel vento che di disastri è l’eroe. “Galoppava il suo spirto di gran carriera attraversando il mondo con il quale giocava, e ridendo qua e la si trovo fuor di scia proprio dove e ra la rea dea mia. Infuriato del suo errore sciolse le celesti miniere d’oro grigio e infuse al suo destriero la forza di mille guerrieri. Colmato il suo spirito battagliero si perse nella notte buia e riposarsi volle tra le grigie nubi. Si schiari la volta alta, e quando fece capolino la fiaccola immacolata Vento usci alla ribalta volendo cavalcare ancora sulle stelle del cielo. Ma quando gia sull’aria galleggiava un pizzico di furia gli scivolò di mano, lui non se ne accorse e con tutta l’anima spinse il soffio di gran fretta. La furia selvaggi di un sospiro d’aria fluttuava al centro tra dei e mare, e proprio dentro i suoi occhi si andò a concentrare. La vidi perfetta nei suoi da fare, e quando si volse per guardare, un inferno di sguardi le mie luci dovetten sopportare. E’ da quel giorno che l’occhio del turbine mi fa penare, ma ringrazio Vento per la furia che ha fatto scivolare”. C’è solo una cosa che mi piacerebbe essere oltre a quello che già sono, il vento, che leggero e velocissimo colpisce quello che lei immagina, e cancella ciò che di me non ama. L’amore è quello che il vento ha cancellato, il rapporto di una giornata di pioggia con un sole tristemente disteso sui fiori che ha fatto scaturire quel soffio estremo che dall’infinito del siderale spazio che mi devasta l’animo, concilia l’abbandono dell’arso fluido vitale che inutilmente riempie di vita una montagna di nostalgici ricordi di quello che lei era pei i suoi occhi. Quando il dolce riflesso del sorriso dell’anima viene catturato dal vento e infuso nella parte più sensibile del mio cuore, mi riempie di gioia il fatto di poter guardare quello che di più bello due esseri umani abbiano mai creato, quelle due gemme, messe li per volere del destino, che attraggono immagini ed emozioni che non so distinguere dal sogno per una realtà senza la brillantezza dei diamanti illuminati dal riflesso del sole. Come quando la notte strappa le ombre al giorno espandendole all’infinità dell’universo, il colore del tuo sguardo pulisce ogni mio pensiero dall’orrore di non averti. Attraversando come un soffio d’amore il vento, mi sveglio pieno di passioni che ardono come due tizzoni rosso fuoco appena usati per marchiare la speranza di una ricchezza, volendo ripensare a quello che sarebbe successo senza che io avessi provato a guardarla. E proprio grazie alla mia voglia di conoscere le sue paure sono riuscito a cavalcare quella strana entità veloce come l’amore e invisibile come le bugie. Ma proprio quando stavo per toccarla ecco che sfugge la mia volontà ad un’emozione troppo forte per essere immaginata. Come i cerchi fatti dall’acqua quando viene mossa da un sasso, erano i tuoi occhi mentre cercavo di guardare dentro i tuoi pensieri. Perfetti, come la luna, nudi come le stelle, vivi come la voglia che ho di te, e profondi, profondi per un infinito sospiro che solo dalla sincerità dell’estremo amore può palpitare libero da ogni tuo sguardo, nel mio cuore. Mi è dolce l’ardere di un sentimento vero come quello che si scatena tra le mie emozioni ogni volta che cado dentro i turbini delle tue lacrime, e quando, ormai lucidi di speranza, le tue stelle mettono a fuoco il manto dorato del mio sole il desiderio di bruciare più in fretta divampa nel mio spirito, lacerando il tenue sospiro d’odio che avevo calato accanto alla tua cascata di notte dorata. Quando guardo il cielo mi sembra di vedere i tuoi occhi che sorridono di gioia per essere felici di possedere il riflesso della tua anima. TI AMO.

