Alle luci dell’alba vigea l’assoluta moria dell’orchi,
si che n’avean d’odio da versare nelle membra dei falsi,
d’ipocrisie mossi e di insulsi ideali pieni
chè gli scudi e le lame dei giusti trafissero
quei pallidi visi, morti nell’animo,
di traditori e genti inutili
piene di sè e mascherati dalla dolce bontà,
d’angeli sembianti e d’amici e amori incarnati,
nel sangue la vendetta affogò libera, e di spruzzi
purpurei l’ira si nutrì fino a scoppiare;
quei stessi che un tempo eran importanti,
cancellati per sempre dalle spade dell’indifferenza,
dimenticati e sterminati dai sentimenti puri
d’un essere che lento nelle viscere del mondo s’insinuò,
liberando il suo cuore da sentimenti veri
per persone che in vita non meritavan s’essere considerati,
e l’orda di inumani soffi vitali fu respinta,
e gli enormi spazi furon di nuovo liberi di fiorire,
concimati dal sangue e nutriti dall’odio.

